Orgoglio mal riposto

Diverse chiese si sono dette orgogliose di essere ligi alle regole di “gestione pandemica”. Principalmente parliamo dell’adesione a regole quali:

  • obbligo di mascherina a chiunque
  • obbligo di distanziamento
  • obbligo di tenere un registro dei presenti, per facilitare il tracciamento in seguito a un focolaio

Se guardiamo al documento dell’OMS Non-pharmaceutical public health measures for mitigating the risk and impact of epidemic and pandemic influenza [pdf] (ultimo aggiornamento nel Settembre 2019, poco prima della c.d. pandemia Covid-19) vedremo che le seguenti misure non sono mai raccomandate, quale che sia la gravità della pandemia:

  • Tracciamento contatti
  • Quarantena delle persone esposte
  • Controlli di entrata e uscita (es. temperatura, etc.)
  • Chiusura delle frontiere

Per chi sta per sollevare opposizioni perché il documento è stilato per “pandemie influenzali”, è bene chiarire subito che una pandemia da coronavirus ricade sotto questa categoria. Nella fattispecie, ricade nella categoria “gravità moderata”.

Si noti, dunque, che proprio quelle regole che molti nelle chiese sembrano essere fieri di seguire alla lettera, sono le stesse regole che l’OMS stesso fino alla fine del 2019 non raccomandava fosse anche una pandemia di gravità straordinaria.

Perché?

La prima domanda da farsi è: perché? Perché l’OMS non le raccomandava? Eppure nei paesi asiatici alcune di queste pratiche erano state già dispiegate in passato.

Il motivo è semplice: l’OMS include paesi occidentali. E nei paesi occidentali noi abbiamo due cose che i paesi asiatici in genere non hanno:

  • costituzioni
  • diritti umani

Le misure NPI non raccomandate dall’OMS se implementate violerebbero ogni costituzione occidentale, nonché la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.

Come dite?

Come dite? Le hanno implementate? Eh, lo so. Ed è quello il problema. Diverse sentenze in Italia hanno riconosciuto sia lo stato di emergenza che i susseguenti DPCM illegittimi (es. [1]). Conclusioni simili sono state tratte in svariati stati occidentali.

Chiarimento

Ora, sia chiara una cosa: la ragione per cui, da Cristiani, dovremmo essere oltraggiati dall’implementazione di misure anticostituzionali non è per la costituzione in sé. Né la costituzione né la carte dei diritti dell’uomo avrebbero nessun reale valore oggettivo se le libertà e i diritti ivi codificati non fossero difendibili biblicamente. Non è questa la sede di uno studio biblico volto a tale fine, ma il punto resta: queste misure, in quanto incostituzionali e in quanto in violazione di diritti umani, sono di conseguenza in contrasto con principi biblici.

Il problema di fondo è che queste misure ci spingono a trattare il nostro prossimo in maniera del tutto opposta ad ama il tuo prossimo come te stesso. Il fulcro risiede nel problema della libertà personale: questa è talmente inviolabile che Dio stesso non la vìola, ma lascia ognuno libero di scegliere, per quanto contro i propri stessi interessi, di schierarsi contro Dio.

Se Dio concede tale libertà all’uomo, chi siamo noi per decidere che fare altrimenti è fare meglio di Dio? Nessuno. Siamo nessuno.

Conclusione

In conclusione, i Cristiani che si gloriano nell’ubbidienza perfetta di queste regole di gestione pandemica, se da un lato hanno buone intenzioni, dall’altro mostrano la loro totale incapacità di discernimento, finendo, a tutti gli effetti, col servire regole malvagie che attaccano una delle caratteristiche che definiscono l’essere umano più profondamente: la libertà personale.

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