Il lockdown e i ragazzini

Una delle cose più scioccanti è l’ostinazione della Chiesa a giustificare il proprio comportamento di sottomissione a regole malvagie con la scusa di “amore per il prossimo”.

Ovviamente, tale amore è concentrato esclusivamente intorno al Covid. Amore per il prossimo, dal 2020, significa soltanto “sottomettersi alle regole per evitare che il prossimo prenda il Covid”. Mi ricorda tanti non credenti che, avendo passato la maggior parte della loro vita ignorando la morte totalmente, all’improvviso si sono posti su questo altare della moralità a pontificare e a dire “mai più tutto questo!”. Ipocrisia.

I danni collaterali causati dalla gestione pandemica di stampo totalitario non vengono nemmeno presi in considerazione. E dire che si tratta dei danni maggiori.

Tra i danni collaterali che ho più a cuore ci sono quelli causati ai bambini e ai giovani. Sarà perché ho figli piccoli, ma tant’è. Per esempio, come era stato ampiamente preannunciato da esperti in tutto il mondo, le mascherine ai bambini creano diversi problemi.

Ma stavolta, invece di citare e analizzare studi, voglio riportare le parole di alcuni ragazzini, citando da un articolo pubblicato da RadioRadio.

So solo che se ricomincerà il lockdown non usciremo più in balcone a dire che andrà tutto bene.

Moaaz

Se venisse stabilito un nuovo lockdown mi sentirei in trappola. […] Mi sentirei colpevole di non essere in ospedale ad aiutare persone che muoiono.

Giovanni

Wow. Caro Giovanni, con quell’ultima frase hai messo il re a nudo. Non ho sentito un singolo cristiano pronunciare una cosa del genere. Uno. Tutti preoccupati a nascondersi dal virus e a farsi terrorizzare dalla conta televisiva. Non dico che non ce ne sono. Ma di quelli che con cui ho contatto (e son tanti intorno al globo), nessuno ha mai espresso un sentimento che si avvicini al tuo. Tragico.

Ma continuiamo.

Con il lockdown del 2020 ho scoperto la solitudine, la malinconia, la depressione…Mi chiudevo in camera e piangevo in silenzio, certe volte saltavo anche i pasti…

Patrizio

… alla terza settimana mi cominciavo a sentire come un carcerato in prigione…

Ludovica

Quando ho sentito al telegiornale della possibilità di un nuovo lockdown ho sperato che fosse una fake news. 

Lorenzo

Ricordo una sensazione di isolamento, tristezza e rabbia. Credo che se mi comunicassero che ci sarà un nuovo lockdown penserei solo a conseguenze negative…La cosa che mi spaventa di più, oltre al fatto che potrei letteralmente impazzire, è che inizierei a buttare via le mie giornate davanti al telefono.

Giulia

Allora? Niente ancora? Come? Romani 13? Sottostare alle autorità? Che fine ha fatto ama il tuo prossimo? Sospendiamo la legge di Dio per la legge dell’uomo?

I miei stati d’animo sono stati quasi tutti negativi: stare chiusa in casa, quindi sentirsi un detenuto, stare ore e ore davanti a quello schermo a rimbambirsi, poi tristezza, rabbia, niente libertà e paura. Ho avuto paura perché pensavo tantissime cose negative alle quali oggi non vorrei più pensare per niente.

Melissa

Non reagirei per niente bene, anzi malissimo. Il lockdown mi ha rovinato il sorriso che ora non si può più vedere, perché è coperto dalla mascherina.

Non avrei mai pensato che il giorno in cui ci hanno avvertiti del fatto che dovevamo rimanere a casa, sarebbe stato l’ultimo con la mia “vecchia” classe. Non li ho neanche salutati, di alcune persone non ho neanche il numero e il pensiero di non averle più viste mi fa sentire male. (…)

Se dovesse accadere di nuovo proverei rabbia, nostalgia, tristezza, malinconia e odio nei confronti del COVID 19. Io lo rappresento come un bullo che se la prende con i più deboli. (…)

Elisa

Elisa mia, non è il Covid-19 a essere bullo, ma quelli che ci governano, asserviti a Satana, e quindi dediti a distruggere tutto ciò che Dio ha creato di bello.

Quando mia mamma è venuta a dirmi che potrebbe esserci un nuovo lockdown mi sono sentita triste perché vorrei tornare come prima, cioè ad abbracciarsi, viaggiare e tante altre cose. (…)

Il lockdown penso che abbia cambiato ognuno di noi o in meglio o in peggio; nel mio caso in peggio, non mi ha aiutata per niente, soprattutto nell’ultima fase, perché ho avuto molte crisi isteriche, poiché non riuscivo più a vivere in quel modo. (…)

Chiara

Ma i miei cari fratelli in Cristo veramente vogliono continuare a lasciar che un tale odio diabolico venga ancora riversato sulle nuove generazioni? Ama il tuo prossimo come te stesso.

Fosse fosse che questi lockdown abbiano rivelato che l’amore dei più si era già raffreddato? (cf. Mt 24:12)

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