Tamponi agli asintomatici: la verità viene sempre fuori

Abbiamo spiegato già abbastanza chiaramente la questione dei tamponi (ovvero, i test PCR).

Non esistono malati covid asintomatici, né esistono portatori sani di covid asintomatici. È risaputo che i media e le viro-star hanno fatto grande propaganda riguardo l’asintomaticità, ma ormai anche l’OMS si è dovuta arrendere (anche se si arresa in silenzio): le ultime direttive di testing implicano chiaramente che un asintomatico positivo non va considerato come caso covid.

Verbale nr. 8 del CTS, 24 febbraio 2020

La ciliegina sulla torta è questo verbale del CTS che risale a soli 24 giorni dopo l’istituzione dello stato di emergenza illegittimo.

Il CTS evidenzia che in assenza di sintomi il test non è giustificato, in quanto non fornisce un’informazione indicativa a fini clinici ai sensi delle definizioni di “caso”.

Perché?

Perché il governo li ha obbligati lo stesso? Perché ovviamente, quando si sa (perché si sapeva) che c’è un enorme quantità di persone già immuni o persone con un forte sistema immunitario che fanno a pezzi il virus nelle vie respiratorie superiori prima che possa replicarsi, fare i tamponi alla gente senza sintomi serve a due cose:

  1. aumentare spropositatamente il numero di casi rispetto alla realtà
  2. create terrore

Detto questo, è doveroso chiedersi perché tutta questa voglia e necessità di fare terrorismo. Vi lascio, per ora, ponderare la domanda.

Post Scriptum

Nonostante sia stata forzata a “chiarire e ritrattare” spostandosi su un più vago “non si sa”, quanto affermato da Dr. Maria Van Kerkhove dell’OMS a giugno è rimasto vero: i dati non suggeriscono affatto che l’epidemia è causata principalmente da diffusione asintomatica. Il che confermerebbe le aspettative di tutti, come anche Fauci stesso disse “in tutta la storia dei virus respiratori di qualsiasi tipo, la trasmissione asintomatica non è mai stata la causa di focolai”. Le pubblicazioni usate di solito [123456] per giustificare la diffusione asintomatica sono tutte state contestate da diversi esperti. La stessa diffusione presintomatica sembra avere ruolo marginale [78]. Infine, pubblicazioni recenti suggeriscono esplicitamente che la diffusione asintomatica è minima se non addirittura inesistente [91011]. 

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